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Dentil

OrigineModifica

L’architetto romano Vitruvio (iv. 2) afferma che il dentil rappresenta la fine di un puntone (asser). Si presenta nella sua forma più pronunciata nei templi ionici dell’Asia Minore, nelle tombe licie e nei portici e tombe della Persia, dove rappresenta chiaramente la riproduzione in pietra della costruzione in legno. Il primo esempio si trova scolpito nella roccia della tomba di Dario, circa 500 a.C., che riproduce il portico del suo palazzo. Il suo primo impiego ad Atene è nella cornice del portico delle cariatidi dell’Eretteo (480 a.C.). Quando successivamente viene introdotto nel letto-stampo della cornice del Monumento Coragico di Lisicrate è molto più piccolo nelle sue dimensioni. Nei templi successivi della Ionia, come nel tempio di Priene, la scala più grande del dentello è ancora mantenuta.

Uso successivo

Il dentello era la caratteristica principale impiegata nella cornice dai Romani e nell’architettura rinascimentale italiana. Come regola generale, la sporgenza del dentello è uguale alla sua larghezza, apparendo così quadrato, e gli intervalli tra loro sono la metà di questa misura. In alcuni casi, la fascia sporgente non ha mai avuto gli incavi tagliati in essa per dividere i dentelli, come nel Pantheon a Roma, ed è allora chiamata una fascia dentellata. Nel portico della cattedrale Studion a Costantinopoli, il dentello e l’intervallo tra loro sono uguali in larghezza, e l’intervallo è strombato dall’alto in basso; questa è la forma che prende in quello che è conosciuto come il dentello veneziano, che è stato copiato dal dentello bizantino in Santa Sofia, a Costantinopoli. Lì, tuttavia, non faceva più parte di una forma di letto: il suo uso a Santa Sofia era quello di decorare la modanatura sporgente che racchiudeva i marmi incrostati, e i dentelli erano tagliati alternativamente su entrambi i lati della modanatura. Il dentello veneziano fu introdotto anche come etichetta intorno agli archi e come marcapiano.

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